Gina Maffei (1921 – 2018), straordinaria pittrice legata a doppio filo sia nella vita che nell'arte al noto pittore Piero Giunni (1912 – 2000), una delle figure cardine del naturalismo e dell'informale milanese.
Un sodalizio di vita e di pittura
- L'ambiente milanese: Insieme a Piero Giunni, Gina Maffei è stata una protagonista attiva della scena artistica milanese e lombarda a partire dal secondo dopoguerra. Hanno vissuto e lavorato a lungo a Milano e nel legnanese, frequentando i movimenti che cercavano nuove strade tra la figurazione e l'informale.
- Autonomia artistica: Nonostante il fortissimo legame con il marito, Gina Maffei ha mantenuto una voce del tutto personale. Mentre Giunni spingeva la sua ricerca verso un naturalismo quasi astratto fatto di atmosfere e luci vibranti, la Maffei è rimasta molto legata a una pittura densa di colore, emozionale e materica.
- Le tematiche: I suoi quadri sono delle vere e proprie esplosioni cromatiche. Per lei il colore non era mai casuale, ma figlio di una ricerca attenta e di un dialogo intimo con la natura.
- L'eredità: Gina si è spenta nel 2018 all'età di 97 anni. Oggi riposa accanto al suo Piero nel piccolo cimitero di Bondone, in Trentino, un luogo che entrambi amavano molto.
Questa opera, "Studio di fiori" è un esempio perfetto della maturità stilistica dell'artista in quegli anni.
Ecco alcune considerazioni su questa opera, analizzata alla luce di quanto si sa di lei:
- Il formato intimo: è una dimensione che fa pensare a un lavoro eseguito "dal vero", un'impressione, quasi un appunto cromatico. Il termine "Studio" nel titolo rafforza questa idea: un'esplorazione veloce della composizione e della luce, piuttosto che un'opera monumentale. Questo lo rende un pezzo molto autentico e diretto.
- La tecnica "impasto" e la matericità: L'immagine mostra una superficie pittorica molto ricca e "tattile". Si vedono chiaramente le pennellate spesse e corpose. L'artista non stende il colore in modo piatto, ma lo modella sulla tela. Questa "matericità" è una caratteristica chiave di molta pittura informale e post-informale di quegli anni a Milano, e Gina Maffei la interpreta con grande maestria.
- L'uso espressivo del colore: I colori sono vibranti e accesi, non semplicemente descrittivi. C'è un contrasto audace tra i verdi intensi del fogliame, i gialli e gli arancioni dei fiori, e i toni freddi, quasi violetti, dello sfondo. Lo sfondo non è uno spazio vuoto, ma partecipa attivamente all'atmosfera del quadro, con pennellate che creano quasi una trama astratta.
- Equilibrio tra figurazione e astrazione: Sebbene il soggetto (un mazzo di fiori in un vaso) sia chiaramente riconoscibile, l'artista lo dissolve quasi attraverso il colore e la pennellata. I singoli petali e foglie si fondono in masse cromatiche. C'è un movimento dinamico che porta l'occhio dal vaso scuro in basso verso l'alto e verso i lati, seguendo l'esplosione dei fiori. È un perfetto esempio di quell'arte "figurativa" che dialoga con l'astrazione, tipico della sua ricerca.
In sintesi, questo "Studio di fiori" è un'opera che racchiude l'essenza della pittura di Gina Maffei: un'immersione emotiva nel colore e nella natura, resa attraverso una pennellata energica e sincera. Un pezzetto di storia dell'arte milanese del Novecento racchiuso in pochi centimetri quadrati.
Basandoci sui passaggi in asta e sulle vendite in galleria per opere simili di Gina Maffei, possiamo tracciare una forbice di valore realistica.
I fattori da considerare per quest’ opera
- Il formato: Si tratta di un'opera piccola (23 x 26.5 cm). Nell'arte, salvo rare eccezioni, le dimensioni influiscono sul prezzo finale.
- La storicità: Il 1968 è un ottimo anno. La produzione degli anni '50 e '60 è generalmente più ricercata dai collezionisti rispetto a quella più tarda.
- Il mercato dell'artista: Gina Maffei, pur essendo un'ottima pittrice, gode di riflesso della fama del marito Piero Giunni. Le sue opere passano in asta con stime che solitamente si aggirano tra i 300CHF e i 1.000CHF per i formati medio-grandi.
Stima orientativa
Tenendo conto di queste variabili, per il tuo "Studio di fiori" del 1968 su pavatex, una stima commerciale realistica si colloca indicativamente tra i 200CHF e i 400CHF.
Se l'opera venisse proposta in una galleria specializzata nel "Novecento Milanese" o legata storicamente all'ambiente di Brera, il prezzo potrebbe salire leggermente (intorno ai 500CHF – 600CHF), forte dell'autenticità sul retro e del soggetto molto gradevole.
Sono in vendita altri due dipinti di Gina Maffei
Tre opere realizzate tra il 1968 e il 1982, raccontano l'evoluzione artistica di Gina Maffei. Si parte dalla forza cromatico-organica del '68 ("Studio di fiori"), si tocca il dialogo naturalistico del '77 ("Studio per quattro giovani pini") e si arriva alla sintesi materica ed emotiva del '82 ("Cielo rosa").
È un'ottima panoramica della sua produzione.