Chi è Samuele Gabai
Nato a Ligornetto nel 1949, Gabai si è formato all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. È una figura di spicco nel panorama artistico della Svizzera italiana e non solo. Vive e lavora immerso nella quiete della Valle di Muggio.
Lo stile e la poetica
Gabai si definisce un peintre-graveur (pittore-incisore), poiché per lui la pittura e l'incisione sono linguaggi fusi in un'unica ricerca.
- Tra astrazione e figura: La sua opera si muove in un suggestivo territorio di confine (una sorta di "terra di nessuno"). Partendo dall'osservazione della natura e del suo mutare, ha superato l'informale puro per cercare una presenza figurale, intima e quasi spirituale.
- La materia: I suoi quadri sono spesso caratterizzati da superfici dense e stratificate, dove la materia sembra catturata nell'atto stesso di generare una forma.
- Il silenzio e l'amicizia: L'artista stesso ama definire la pittura come "un amico segreto con cui stare in silenzio", evidenziando la forte componente meditativa della sua arte.
Collaborazioni e libri d'artista
Una parte fondamentale della sua produzione è legata al dialogo con poeti, filosofi e scrittori. Ha realizzato svariati libri d'artista e opere calcografiche a quattro mani con grandi nomi della cultura, tra cui i quali ad esempio Giovanni Testori, Mario Luzi, Fabio Pusterla o ancora Alberto Nessi.
Le sue opere sono conservate in importanti collezioni e musei, tra cui il MASILugano, la Biblioteca Ambrosiana di Milano e la Biblioteca Nazionale Svizzera a Berna. Tra l'altro, tra maggio e luglio del 2025 gli è stata dedicata un'importante mostra retrospettiva intitolata "Un immaginario dipinto" allo Spazio Officina di Chiasso.
Il contesto dell'opera (1981)
Nel 1981 Samuele Gabai era poco più che trentenne. Aveva concluso gli studi a Brera da pochi anni e si trovava in una fase di intensa ricerca e sperimentazione.
- Il soggetto del teschio: Anche se oggi lo conosciamo soprattutto per i suoi paesaggi interiori, le stratificazioni di colore e le figure quasi mistiche, nei primi anni '80 l'indagine sulla fragilità umana e sulla carne era molto presente in quella cerchia artistica. Un teschio (un classico tema da memento mori o "natura morta") è un perfetto esercizio di studio anatomico ed espressivo per un giovane artista formato in accademia.
- La tecnica: Quel tocco leggero, quasi da acquerello o tempera diluita, mostra una freschezza e un'immediatezza tipiche delle opere nate come regalo o studio estemporaneo per un amico.
È davvero un bellissimo oggetto da custodire, reso ancora più speciale dal legame personale che racconta, con la dedica “a Guido”, che si intravvede in basso a sinistra.
Stima prudenziale
Nonostante Gabai sia un artista di grande spessore culturale e accademico (con mostre importanti, come la recente retrospettiva allo Spazio Officina di Chiasso), le sue opere passano raramente sul mercato delle grandi aste internazionali. Il suo collezionismo è più di nicchia, radicato soprattutto in Ticino e in Lombardia.
Per un'opera su carta (probabilmente tecnica mista o acquerello) di dimensioni ridotte (18 x 12 cm), orientativamente il valore può oscillare tra i 300 CHF e 700 CHF.
Cosa fa variare questa cifra?
- Il soggetto: I collezionisti tipici di Gabai cercano soprattutto le sue atmosfere sognanti, i volti accennati e i quasi-astratti. Un teschio è un'opera molto forte, ma più "difficile" da inserire in un contesto d'arredo comune, il che potrebbe restringere la cerchia di potenziali acquirenti interessati.
- La dedica: La presenza della scritta "a Guido" è un'arma a doppio taglio sul mercato. Da un lato ne garantisce l'autenticità e la storia (valore affettivo e documentario immenso); dall'altro, nel mercato puro, le opere con dediche personali ad altri talvolta subiscono un leggero deprezzamento rispetto a quelle "neutre", a meno che il destinatario non fosse un personaggio celebre.
Nota: In vendita figura un’altra opera di Gabai, una stampa.